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/ Civile e processo
Corso di aggiornamento
IL TRUST
LE APPLICAZIONI DELL’ISTITUTO NELL’ESPERIENZA ITALIANA
Calendario
Giovedì 12/04/2018 - Giovedì 03/05/2018
Città
Milano
Sede e orario
Giuffrè Formazione, Dott. A. Giuffrè Editore S.p.A., Via Busto Arsizio 40 , ore 14.00 – 18.00 il 12 aprile 2018; ore 9.00 – 13.00 / 14.00 – 18.00 il 19 aprile e il 3 maggio 2018
Durata
20 ore
Accreditamento
Avvocati: accreditato per n. 10 CF dall'Ordine degli Avvocati di Milano
Relatori
Giuseppe Corasaniti / Professore Associato di Diritto tributario presso l’Università degli Studi di Brescia
Cristina Langher / Avvocato in Milano
Maurizio Lupoi / Professore Emerito di Sistemi giuridici comparati, Presidente dell’Associazione “Il trust in Italia”
Michele Angelo Lupoi / Professore Associato presso l’Università di Bologna, Avvocato in Bologna
Mariagrazia Monegat / Componente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano, Avvocato in Milano, Docente in materia di Diritto di famiglia, trust e deontologia
Massimo Piscetta / Dottore commercialista in Busto Arsizio
Antonio Privitera / Notaio in Milano
Destinatari
Avvocato / Notaio / Commercialista
Presentazione
Il trust è un istituto giuridico di origine anglosassone che non è contemplato dal nostro codice civile, ma che, nonostante numerose passate resistenze di parte della dottrina e della giurisprudenza, è stato riconosciuto come strumento operativo estremamente duttile per adattarsi al nostro diritto, con l’obiettivo di tutelare in maniera specifica interessi meritevoli in diversi ambiti. Il trust, però, va conosciuto in profondità e di volta in volta calato nelle singole realtà.
Nel corso di 5 appuntamenti di mezza giornata ciascuno verranno analizzati i principi generali che regolamentano il trust interno e le peculiarità applicative dell’istituto nelle diverse materie: dal diritto di famiglia e delle persone, all’utilizzo nei procedimenti civili e di volontaria giurisdizione, alla redazione e pubblicità degli atti istitutivi e alla particolare fisionomia dei trust per uno scopo. Gli argomenti verranno trattati con taglio eminentemente pratico, con analisi sia dei profili civilistici che delle ricadute fiscali e degli orientamenti giurisprudenziali, in particolare del Foro di Milano. Grazie alla presenza dei massimi esperti in materia, il ciclo di incontri rappresenta un’occasione unica per confrontarsi in maniera “interattiva”, costruttiva e operativa su tutte le problematiche più ricorrenti nella pratica professionale, offrendo gli strumenti per l’immediata applicazione “sul campo” delle nozioni acquisite.
Il percorso è realizzato in collaborazione con l’Associazione Il Trust in Italia.

Obiettivi
- esaminare le problematiche giuridiche sottese alla disciplina del trust
- individuare quando è opportuno ricorrere ai trust e conoscere come strutturare i relativi atti negoziali
- comprendere le peculiarità concrete e le criticità nei differenti ambiti di intervento del trust
- ottenere gli strumenti per l’applicazione nella pratica professionale
- condividere dubbi e soluzioni con i maggiori esperti del diritto del trust in Italia

I plus
Un quadro dettagliato e completo sull’evoluzione dell’istituto del trust e sulle sue applicazioni in Italia per offrire ai partecipanti strumenti operativi e indicazioni conseguenti al quadro normativo e alla giurisprudenza di riferimento.
Programma
GIOVEDI’ 12 APRILE – ORE 14.00-18.00
INTRODUZIONE AL DIRITTO DEI TRUST

Prof. Maurizio Lupoi, Professore Emerito di Sistemi giuridici comparati, Presidente dell’Associazione “Il trust in Italia”

Il trust si affaccia in Italia con la ratifica della Convenzione de L’Aja nel 1989. Esso è accolto da un fuoco di fila di obiezioni dottrinarie, ma dal favore giurisprudenziale e professionale, perché risolve molti temi rispetto ai quali il diritto italiano non offre soluzioni appaganti: nasce così il “trust interno”.
Il trust va conosciuto - perché non c’è nulla di intuitivo - e di volta in volta calato nelle singole realtà. Questo richiede anche la ricerca delle soluzioni di adattamento al nostro diritto, per esempio in materia di trascrizione e di responsabilità patrimoniale.
• La convenzione de L’Aja sulla legge regolatrice e il riconoscimento del trust; il riconoscimento giurisprudenziale
• La morfologia del trust
• Le leggi regolatrici
• La metabolizzazione


GIOVEDI’ 19 APRILE 2018
ORE 9.00-13.00
TRUST: APPLICAZIONI NEL DIRITTO DI FAMIGLIA E DELLE PERSONE

Avv. Mariagrazia Monegat, Componente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano, Avvocato in Milano, Docente in materia di Diritto di famiglia, trust e deontologia
Dott. Massimo Piscetta, Dottore commercialista in Busto Arsizio

L’utilizzo dei trust nell’ambito dei rapporti familiari ha avuto interessanti applicazioni, che confermano una ormai riconosciuta autonomia negoziale anche in tale ambito, in conformità al passaggio da una concezione istituzionale alla concezione costituzionale della famiglia. L’estrema duttilità dello strumento consente di modulare benefici ed equilibrare interessi diversi per ogni situazione adattandoli – “come un abito su misura” - alla peculiarità del singolo caso. L’idoneità dei trust a soddisfare interessi meritevoli di tutela è stata, da ultimo, riconosciuta anche dal legislatore che all’art. 6 della legge n. 112/2016 l’ha indicato come strumento idoneo a tutelare i soggetti gravemente disabili.

• Autonomia negoziale nel diritto di famiglia
• Trust negli accordi di separazione e di divorzio
• La fiscalità del trust: imposte indirette e dirette
• Trust per la famiglia omogenitoriale
• Trust per i soggetti deboli
• La fiscalità del trust per soggetti deboli

ORE 14.00-18.00
L’ATTO ISTITUTIVO DI TRUST E LA SUA PUBBLICITÀ

L’atto istitutivo è un atto programmatico diverso dai singoli atti dispositivi nel quale il Disponente enuncia le finalità che intende perseguire mediante il trust, stabilisce i compiti che intende attribuire al trustee individuato, determina i beni che intende trasferire, individua i beneficiari dei beni trasferiti o, in alternativa, stabilisce i criteri attraverso cui il trustee individuerà i beneficiari stessi.
L’atto istitutivo può avere la forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata, mentre i singoli atti di trasferimento dei beni al trustee avranno la forma richiesta dall’ordinamento per il trasferimento di quel determinato bene.

Prof. Maurizio Lupoi, Professore Emerito di Sistemi giuridici comparati, Presidente dell’Associazione “Il trust in Italia”

• Il concetto di negozio istitutivo
• ll rapporto fra negozio istitutivo e negozi dispositivi
• Il negozio istitutivo per iscritto: lo stile inglese e lo stile italiano
• segue: gli elementi essenziali con esame di alcune clausole
Dott. Antonio Privitera, Notaio in Milano

• Atto pubblico e scrittura privata autenticata
• La forma dell’atto istitutivo (con riferimento alla recente giurisprudenza sulle liberalità indirette)
• Il negozio di vincolo dei trust autodichiarati
• Esempio di atto istitutivo
• La trascrizione e la pubblicità del trasferimento di partecipazioni.

GIOVEDI’ 3 MAGGIO 2018
ORE 9.00-13.00
IL TRUST NEI PROCEDIMENTI CIVILI
Profili procedurali del contenzioso civile in materia di trust

Prof. Michele Angelo Lupoi, Professore Associato presso l’Università di Bologna, Avvocato in Bologna

Gli interventi del giudice civile italiano in materia di trust sono ormai molto diffusi e hanno messo in evidenza l’impatto delle specificità di questo istituto sui principi e sui meccanismi del nostro processo civile. A livello procedurale il trust propone situazioni che le norme del codice di rito sovente non disciplinano in modo espresso e che dunque richiedono adattamenti e interpretazioni innovative. Su alcune tematiche (come quella della composizione del contradditorio in un’azione revocatoria), la giurisprudenza si è divisa e su altre permangono notevoli dubbi che sta all’interprete risolvere in modo convincente. Alla giurisdizione “contenziosa”, inoltre, si affianca una dinamica giurisdizione volontaria, anche qui con profili operativi che richiedono attenta analisi. Pure nella fase esecutiva dei provvedimenti del giudice, infine, il trust propone situazioni peculiari di cui l’operatore deve essere consapevole per evitare errori.

• La giurisdizione internazionale: profili specifici del contenzioso in materia di trust
• Legittimazione attiva e passiva
• Il contraddittorio nelle azioni revocatorie
• La successione di parti nel processo
• Aspetti peculiari dell’attività istruttoria
• Gli interventi del giudice in materia di volontaria giurisdizione
• Profili di esecuzione forzata

La giurisprudenza milanese in materia di trust

Avv. Cristina Langher, Avvocato in Milano

Il Foro Ambrosiano sull’impiego del trust, sia per il numero che per la qualità dei problemi trattati, riflette la sociologia economica della principale piazza d’affari italiana, pur non restando insensibile alla meritevolezza di usi diversi. L’analisi della giurisprudenza proposta si concentra, quindi, sulle più rappresentative decisioni che, in oltre un decennio, hanno valorizzato gli aspetti operativi dell’Istituto nei rapporti di famiglia, commerciali e nelle procedure concorsuali, senza dimenticare le problematiche ancora irrisolte circa il potere del giudice italiano di compiere gli interventi nella gestione dei trust propri della inherent jurisdiction riconosciuta, per equity, legge e prassi, ai colleghi di common law.

• La sociologia del trust nel Foro ambrosiano
• L’orientamento milanese sul trust liquidatorio
• Trust di supporto alla composizione della crisi aziendale
• Trust “per sfuggire ai creditori” e azione revocatoria
• Il trust e la famiglia: cenni su soluzione negoziale della crisi coniugale e protezione dei soggetti deboli
• La volontaria giurisdizione in materia di trust nel Foro Ambrosiano

ORE 14.00-18.00
I PROFILI FISCALI DEL TRUST E IL TRUST PER UNO SCOPO
I profili fiscali del trust

Prof. Giuseppe Corasaniti, Professore Associato di Diritto tributario presso l’Università degli Studi di Brescia

Le finalità per le quali viene costituito un trust non si esauriscono nel mero perseguimento di interessi meritevoli di tutela connessi all’ambito familiare e, in generale, alle persone. Ed invero, nell’ambito della prassi operativa di mercato un istituto che negli ultimi anni ha assunto sempre maggiore importanza e rilievo è quello del c.d. “trust di scopo”, la cui definizione, dal contenuto “generalissimo”, include diverse e distinte fattispecie di trust (come, ad esempio, trust di garanzia ovvero trust liquidatori), tutti accomunati, però, dal fine ultimo per cui vengono costituiti, ossia tutelare taluni soggetti terzi che dall’istituzione del trust medesimo possono ricevere il soddisfacimento di un proprio interesse.

• I trust ai fini delle imposte indirette
• I trust ai fini delle imposte dirette
• I “trust di scopo” nella prassi dell’Agenzia delle Entrate e nella giurisprudenza
Il trust per uno scopo

Prof. Maurizio Lupoi, Professore Emerito di Sistemi giuridici comparati, Presidente dell’Associazione “Il trust in Italia”

I trust di beneficienza nell’Inghilterra del ‘500 e del ‘600 sono all’origine dei trust detti “per uno scopo” (“purpose trusts” o “trusts for purposes”), negli ultimi secoli sviluppatisi enormemente. Il controllo pubblico sostituisce il controllo da parte dei beneficiari, ma esso non si estende ai trust per scopi diversi dalla beneficienza: di qui altre soluzioni introdotte per via legislativa in molti Paesi (non ancora in Inghilterra) e il conseguente successo dei trust privi di beneficiari.

• L’origine dei trust per uno scopo e la loro irriconducibilità alla teoria del trust
• I trust “charitable”
• Ampliamento degli scopi possibili per via legislativa
• Il caso dei trust per animali
• I trust misti
Contatti
Dott.ssa Arianna Iannantuono, Tel. 02/38089.268 – e-mail arianna.iannantuono@giuffre.it
Iscriviti
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